- I lavoratori delle riparazioni navali del porto di Genova
sollecitano le istituzioni a fare chiarezza sul futuro del comparto
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- Perplessità rispetto alle ipotesi dei presidenti di
Regione e Autorità Portuale di effettuare riparazioni
nell'area di Sestri Ponente
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La Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) del settore delle
Riparazioni Navali del porto di Genova ha sollecitato le istituzioni
locali a fare chiarezza sul futuro del comparto e, a tal proposito,
ha manifestato perplessità rispetto alle dichiarazioni del
presidente della Regione Liguria, Claudio Burlano, e del presidente
dell'Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, che - hanno
precisato i rappresentanti dei lavoratori - si dicono favorevoli
all'ipotesi di effettuare riparazioni navali nell'area di Sestri
Ponente, in cui è insediato lo stabilimento cantieristico del
gruppo Fincantieri, e di costruirvi il nuovo bacino di carenaggio,
la cosiddetta “ sesta vasca”.-
- «Tali perplessità e preoccupazione - ha spiegato la
RSU - si concretizzano in prima battuta sulle ripercussioni in
ambito occupazionale: se Fincantieri dicesse sì alle
riparazioni e trasformazioni con quale manodopera verrebbe fatto
questo lavoro? Le professionalità espresse da chi ripara le
imbarcazioni o le costruisce sono diverse: mentre i primi possono
anche trasformare e costruire, i secondi sono squisitamente
costruttori, a meno che Fincantieri non essendoci più OARN
faccia uso di ditte d'appalto che vengono dall'Europa e dall'Italia.
Ma non solo: qualcuno si è posto il problema dei 1.500
lavoratori occupati nelle aziende presenti all'interno delle
Riparazioni e dei tre-quattromila lavoratori degli appalti quando, a
regime, si effettuano grandi trasformazioni e costruzioni?»
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- La Rappresentanza Sindacale Unitaria ha ricordato che «anche
gli imprenditori privati che operano nel settore hanno già
espresso in diverse occasioni il loro pensiero per quanto riguarda
Sestri su organici, logistica ed infine concorrenza che proprio
Fincantieri farebbe nel nostro stesso Paese e alla nostra
imprenditoria, avendo tra l'altro proprio la Fincantieri un cantiere
per le riparazione a Palermo. Non è un mistero per nessuno -
hanno evidenziato i rappresentanti dei lavoratori - il fatto che il
settore stia vivendo una fase di crisi e al termine dei lavori sulla
Costa Romantica si apre per il comparto un periodo di
incertezza. Con questi prospettive c'è il chiaro rischio che
gli imprenditori che oggi operano a Genova si organizzano altrove».
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- «Occorre che Regione e Autorità Portuale - ha
concluso la RSU - definiscano in modo chiaro la loro posizione sulle
Riparazioni Navali. Per i due enti sono un patrimonio da tutelare?
Se sì, i soldi per la sesta vasca ci sono o no? Si deve
aspettare la privatizzazione dell'aeroporto? Occorre decidere e in
fretta. La RSU delle Riparazioni Navali e i lavoratori continueranno
a difendere la propria professionalità e il loro lavoro che
nel tempo ha contributo a far grande il porto e la città di
Genova. Le riparazioni rappresentano uno dei punti di orgoglio del
tessuto produttivo cittadino e i lavoratori che vi operano hanno il
diritto di avere delle risposte certe e di prospettiva. Per questi
motivi si aspettano dagli enti di cui sopra una convocazione urgente
che possa dipanare ogni dubbio sul loro futuro occupazionale. Le
recenti indagini di mercato del comparto indicano una inversione di
tendenza alla crisi a partire dal 2015: Genova deve arrivare a
quell'appuntamento con le carte in regola e come si dice in gergo
marinaresco “pronta a partire”».

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