- Trasportounito lancia un appello agli autotrasportatori a
stemperare la tensione
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- Il prefetto di Roma vieta gli assembramenti non autorizzati
di automezzi in prossimità dei caselli autostradali
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Prosegue il fermo nazionale dell'autotrasporto che ostacola
gravemente la distribuzione delle merci sul territorio italiano e la
raccolta e la consegna dei carichi nei porti e negli altri centri
intermodali. Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, ha
annunciato che il governo assumerà misure per attenuare
l'impatto sui cittadini e sulle attività produttive dello
sciopero dei Tir, che è stato proclamato da Trasportounito e
sconfessato da tutte le altre principali associazioni di categoria.-
- Una delle misure governative è stata assunta dal prefetto
di Roma, Giuseppe Pecoraro, che ha emesso un'ordinanza con cui vieta
dal 24 al 27 gennaio la circolazione degli automezzi adibiti al
trasporto di merci che non siano destinati alla distribuzione nella
capitale o nella provincia, in direzione di Roma all'interno del
Grande Raccordo Anulare, lungo tutte le strade di accesso alla
capitale e nell'ambito del territorio dello stesso comune. Inoltre
l'ordinanza del prefetto vieta gli assembramenti non autorizzati di
automezzi in prossimità dei caselli autostradali in entrata a
Roma. L'inosservanza dell'ordinanza prefettizia comporterà
una sanzione amministrativa pari a circa 200 euro, il ritiro della
patente, della carta di circolazione ed il fermo amministrativo del
mezzo.
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- Intanto Trasportounito ha confermato il fermo nazionale in atto,
ma ha lanciato un appello agli autotrasportatori aderenti «a
stemperare la tensione allentando - ha precisato l'associazione - la
attività di sensibilizzazione nei nodi del trasporto in cui
si sta svolgendo la protesta».
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- «Siamo consci dei rischi di escalation - ha spiegato il
segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo - e per questo
motivo abbiamo fornito a tutti i nostri associati una indicazione
precisa: si fermino solo gli autotrasportatori che effettivamente
vogliono aderire al fermo e continuare nella protesta».
Tuttavia Trasportounito ha sottolineato che il direttivo
dell'associazione sta valutando ulteriori modalità di
protesta non esclusa una concentrazione a Roma di mezzi provenienti
da tutte le regioni italiane.
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- Trasportounito ha diffuso anche documenti, che pubblichiamo di
seguito, con cui difende le ragioni del fermo dell'autotrasporto e
in cui ricorda le rivendicazioni del settore.
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- Trasportounito-Fiap
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- FERMO DELL'AUTOTRASPORTO. LA VERITA'
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- Nel momento del lutto Trasportounito avverte una doppia
responsabilità.
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- Da un lato, quella di difendere gli autotrasportatori che stanno
manifestando e che dopo il dramma di Asti, sono costretti a subire
le conseguenze della totale incomprensione delle autorità
cieche anche di fronte all'inevitabile crescita della tensione. Una
tensione che proprio il governo e le forze di polizia dovrebbero
contribuire da subito a stemperare, mentre alla luce degli
interventi in Campania, sembra accadere l'esatto contrario.
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- Dall'altro quella di difendere la verità, che una
campagna di disinformazione sta scientificamente distorcendo.
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- Ecco i grandi falsi:
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Non si tratta di uno sciopero selvaggio. E' stato annunciato e
autorizzato nei tempi di legge sin dal 27 dicembre scorso.
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Il movimento dei Forconi che pure ha avuto con l'autotrasporto
siciliano, e il fermo in atto, alcune rivendicazioni in comune, è
stato avviato il 16 gennaio. Il tentativo di ricondurre il fermo
dell'autotrasporto nazionale, al Movimento dei Forconi è
quindi strumentale e arbitrario.
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Non si capisce come le proteste di chi blocca ferrovie, autostrade e
aeroporti, per non parlare dei blocchi delle città, siano in
Italia lecite se sono garantite da sigle sindacali confederali e
diventino illegittime e selvagge se a scendere in campo sono piccoli
imprenditori, che hanno in gioco la sopravvivenza delle loro aziende
e delle loro famiglie;
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E' facile parlare di proteste irresponsabili da parte di chi,
autorità e taluni media, non conoscono cosa significhi la
parola responsabilità.
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E' curioso come il paese e in particolare i media che sono
riconducibili alla grande industria scoprano che l'autotrasporto è
colpevole oggi, dopo poche ore di fermo, di bloccare il paese, ma si
guardino bene , quando gli autotrasportatori viaggiano giorno e
notte sulle strade, a retribuzioni da fame e a rischio costante
fallimento, dal sottolineare l'importanza centrale, irrinunciabile e
cronicamente sottostimata di questo servizio .
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E' colpevole come nessuno ricostruisca i perché della crisi.
Perché le imprese di autotrasporto devono viaggiare a tariffe
inferiori ai costi che devono affrontare. Forse perché
volutamente sono stati mantenuti contrattualmente deboli per poter
scaricare sulle strade e sulla sicurezza di tutti il costo
dell'inefficienza delle imprese produttive.
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Negli ultimi sei mesi sono fallite altre tremila imprese e i recenti
rincari di gasolio, autostrade, assicurazioni, accise, hanno dato il
colpo di grazia, spianando la strada a solo chi è disposto a
viaggiare fuori dalla legalità e quindi a molti
autotrasportatori stranieri “autorizzati” tacitamente a
non rispettare i tempi di guida e le basilari norme di sicurezza.
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NON E' VERO che il governo ha risposto con il decreto sulle
liberalizzazioni , alle rivendicazioni della categoria. L'unica
misura tangibile riguarda le accise, che vengono rimborsate a tre
mesi e non ad un anno e mezzo. Ma la trimestralità non
risolve il problema dell'esposizione finanziaria: 190 euro per ogni
mille litri di gasolio che si anticipano oggi a fronte di un
rimborso avviene realmente al mese di giugno 2011. Sarebbe
ragionevole invece consentire la decurtazione del rimborso
direttamente in fattura. Ma sulla questione carburante si dovrebbe
aprire tutto il capitolo relativo al costo industriale (il più
alto d'Europa dopo la Gran Bretagna).
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NON E' VERO che il decreto sulle liberalizzazioni, per altro solo
licenziato dal Consiglio dei ministri e non approdato in Parlamento,
preveda sconti sul gasolio, sulle assicurazioni o sui pedaggi
autostradali. Mentre questi sono impegni generici per il futuro, gli
aumenti dei pedaggi o delle assicurazioni sono già un regalo
reale che il governo ha fatto a concessionari e alle compagnie di
assicurazione e che sono applicati a tutti gli effetti. Gli sconti
al casello, guarda caso, sono garantiti solo dei “consorzi”
che operano da intermediari sul mercato dell'autotrasporto.
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NON E' VERO che l'autotrasporto si dichiari soddisfatto dai 400
milioni di euro messi a disposizione dal Governo. Sono anni lo Stato
eroga soldi che non servono a strutturare le imprese. 1000 euro a
camion rappresentano una briciola rispetto all'indebitamento delle
imprese di autotrasporto (10 miliardi di euro). I soldi li deve dare
il mercato con leggi serie e con controlli seri.
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Trasportounito da oltre un anno denuncia la non applicabilità
delle norme varate dal precedente governo che prevedono il
riconoscimento all'autotrasporto di tariffe parametrate su un costo
minimo di gestione del servizio di trasporto a garanzia della
sicurezza stradale . Queste norme non sono applicabili per come sono
state formulate; non sono quindi applicate, al pari di quelle che
dovrebbero garantire agli autotrasportatori tempi certi di pagamento
da parte della committenza industriale.
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Sono ugualmente inapplicabili le norme che prevedono la
remunerazione dell'autotrasporto quando i camion sono costretti a
ore di attesa negli interporti, nei porti o nei centri della grande
distribuzione.
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In questi mesi lo Stato si era impegnato a svolgere controlli severi
sulla committenza, ovvero su chi utilizza i servizi di trasporto,
per verificare sia la corresponsabilità per trasporti
effettuarti fuori dalle norme di legge, sia la responsabilità
diretta per l'affidamento dei trasporti a irregolari, abusivi e
false imprese comunitarie. Tutto questo non è avvenuto. Lo
Stato preferisce colpire i “piccoli” autotrasportatori,
anziché i Committenti.
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- LE RIVENDICAZIONI DELL'AUTOTRASPORTO
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- Gasolio: la trimestralizzazione delle accise Non risolve
il problema dell'esposizione finanziaria delle imprese che non hanno
i soldi per comprare il gasolio. Quindi si chiede il recupero
immediato delle accise a rimborso direttamente in fattura
d'acquisto, o comunque evitare l'anticipazione di tale costo poiché
le imprese non hanno liquidità finanziare; imposizioni alla
compagnie per la riduzione del costo del gasolio; incentivi per gli
acquisti collettivi.
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Costi Minimi di sicurezza: la norma che consente la tariffa
minima di sicurezza, introdotta nel 2008 e resa operativa dal 2009
E' INAPPLICABILE, perché formulata in modo complicato e con
un sistema di controlli e sanzioni del tutto inadeguato. Si chiedono
meno tabelle, zero formule, certezza del diritto. No all'obbligo di
andare davanti al giudice per il recupero dei costi. Lo Stato deve
effettuare controlli automatici nelle aziende committenti con
Autorità di controllo in grado di sanzionare “realmente”
la committenza che non rispetta la legge.
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Pagamenti in Tempi certi e certezza del Credito: pagamenti
obbligatori a 30 gg per tutta la filiera del trasporto. Lo Stato
garantisca (modificando la Legge 127/2010) la certezza del pagamento
con controlli severi presso la committenza e affidando la
riscossione forzosa a proprio Istituto (come in Svizzera). Ad oggi
la legge prevede il pagamento a 60 giorni dalla data di fattura ma,
così come formulata, non viene rispettata, ed i pagamenti dei
servizi sono mediamente a 120 giorni.
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Remunerazione Tempi di Attesa: riscrivere le regole
(127/2010), permettendo all'autotrasportatore di fatturare le attese
dall'arrivo al luogo di carico/scarico, in base ai dati
tachigrafici.
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Controlli e Sanzioni agli Irregolari: regolare il mercato con
verifiche semplici e sistematiche, sanzioni pesanti su Committenti e
Vettori anche quando affidano trasporti ad irregolari, abusivi, e
false imprese comunitarie.
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Eliminazione dell'intermediazione “Senza Camion”:
divieto di fatturare servizi di Autotrasporto a chi non possiede
veicoli industriali (50%).
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Esenzione SISTRI: dall'obbligo di adeguamento al sistema di
tracciamento dei rifiuti non pericolosi, per tutte le Piccole e
Medie imprese dell'Autotrasporto.
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Sconto immediato al casello sulle spese autostradali:
modificando il sistema di rimborso previsto dal Comitato Centrale
dell'Albo che rinvia a due anni tale opportunità, a beneficio
solo dei “consorzi intermediari”.
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Contenimento costi assicurativi: determinazione di regole
specifiche per l'RC del settore veicoli merci, per calmierare gli
aumenti indiscriminati.
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