23 gennaio 2012

La tassa di stazionamento nei porti italiani per le imbarcazioni da diporto allontana le barche tedesche

Häbich (ADAC): «l'alternativa per i tanti diportisti tedeschi che frequentano o sono stanziali nei porti delle coste italiane si chiama Croazia, Corsica, Grecia e Francia»

La tassa di stazionamento per tutte le imbarcazioni da diporto di qualsiasi bandiera che transitano o ormeggiano stanziali nei porti italiani introdotta dal nuovo governo Monti allontanerà dai porti italiani le barche estere, a partire dal quelle tedesche. Lo sottolinea Assomarinas, l'Associazione Italiana Porti Turistici, che ha raccolto tale intenzione nel corso del Boot di Düsseldorf, il secondo salone nautico europeo dopo Genova che è in svolgimento fino a domenica prossima nella città tedesca.

Nel corso di una conferenza stampa organizzata da Assomarinas in collaborazione con la ADAC, l'associazione tra automobilisti e diportisti tedeschi che conta oltre 17 milioni di iscritti, il direttore generale per la nautica da diporto dell'ADAC, Steffen Häbich, ha osservato che «la tassa sulle imbarcazioni è una scelta sbagliata per lo sviluppo del turismo in Italia, paese che vive di turismo nautico e di charter con una clientela tedesca fidelizzata nei porti italiani. Diamo per scontato - ha annunciato - l'esodo dalle coste italiane di gran parte dei nostri armatori. Questa è una procedura che non può essere tollerata ed alla quale non si può dare applicazione perché produrrebbe un danno incalcolabile a tutta l'economia italiana».

Da parte sua il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio, ha rassicurato l'utenza nautica tedesca ricordando la consapevolezza dimostrata proprio in questi giorni dal ministro per lo Sviluppo economico Passera sulla necessità di modificare l'impostazione della tassa esentando totalmente il diportista che sia effettivamente straniero anche in considerazione della posizione già assunta dalla Commissione Europea nei confronti di un analogo tentativo effettuato dalla Grecia negli anni passati nei riguardi delle bandiere estere. «Una tale misura - ha spiegato il presidente di Assomarinas - contrasta infatti con le direttive europee della libera circolazione dei mezzi nautici nelle acque comunitarie».

A maggior rassicurazione per l'utenza tedesca Perocchio ha annunciato di aver già dato mandato ai legali dell'associazione di effettuare la segnalazione dell'irregolabilità della norma al commissario europeo competente avviando così il conseguente ricorso alla Corte di Giustizia europea.

«Da parte nostra - ha concluso il direttore generale dell'ADAC - raccomandiamo ad Assomarinas di mantenere alta la pressione sul ministro Passera poiché la nostra associazione è attualmente investita da migliaia di telefonate dei nostri associati che chiedono immediate informazioni sugli esiti della nuova tassa italiana. L'alternativa per i tanti diportisti tedeschi che frequentano o sono stanziali nei porti delle coste italiane - ha sottolineato Häbich - si chiama Croazia, Corsica, Grecia e Francia».